Nell’ ultima puntata del programma In mezz’ ora condotto da Lucia
Annunziata erano presenti in studio come ospiti Barbara Spinelli, Alexis
Tsipras ed alcuni candidati alle elezioni europee nella Lista L’ Altra Europa con Tsipras. Questa
lista è stata definita da più voci una delle più interessanti e particolari
sullo scenario italiano. Il dibattito si è naturalmente incentrato sulla
campagna elettorale che diventa sempre più accesa mano a mano che si avvicinano
le elezioni del prossimo maggio.
Nella puntata si è lasciato ampio spazio di parola a
Tsipras, candidato al ruolo di Commissario europeo, affinché potesse spiegare quali
sono i temi centrali del suo programma politico.
Queste elezioni racchiudono una grande potenzialità,
in quanto possono segnare una svolta per l’ Europa, un cambio della sua
direzione di marcia fatto attraverso le scelte dei cittadini alle urne. Un
segnale di rottura da tutte quelle politiche che sono state attuate sino ad ora
ed hanno portato alla disunione dell’ intera Europa a causa dell’ austerità, della
politica dei conti di bilancio perfetti, insomma della politica che non guarda
ai concreti bisogni del cittadino.
Se l’ Europa vuole tornare ad essere l’ unione dei
popoli, bisogna lottare contro coloro che hanno o vogliono portare allo sfaldamento dell’ Europea. Questa lotta
deve essere condotta quindi da un lato contro i movimenti populisti, dall’ altro
contro coloro che propongono per l’ ennesima volta politiche d’ austerità.
L’ intento di queste righe è anche quello di
soffermarmi sullo spazio mediatico che questa lista ha a livello nazionale,
infatti non è errato affermare che i mass media ne danno ben poche notizie.
Spiegare il perché di tanto poco interesse da parte
del mondo dell’ informazione su questa lista può essere non semplice,
sicuramente non si può negare che probabilmente la sua macchina della
comunicazione non è stata fino ad ora in grado di funzionare pienamente, i suoi
mezzi economici sono meno poderosi rispetto a quelli che possono utilizzare
altre liste, ma sale anche il sospetto che ancora una volta i mass media
nostrani assoggettati al volere dei potenti preferiscano seguire le volontà di
questi.
Forse si teme in questo paese proprio il cambiamento.
Il timore dei governanti e dei mass media, pur esprimendo loro stessi la
necessitò di cambiamento, si esprime con la disinformazione. Il dissenso sembra
che venga represso attraverso metodi autoritari e lo spazio di critica non
debba esistere.
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