martedì 8 aprile 2014

Più Informazione

Nell’ ultima puntata del programma In mezz’ ora condotto da Lucia Annunziata erano presenti in studio come ospiti Barbara Spinelli, Alexis Tsipras ed alcuni candidati alle elezioni europee nella Lista L’ Altra Europa con Tsipras. Questa lista è stata definita da più voci una delle più interessanti e particolari sullo scenario italiano. Il dibattito si è naturalmente incentrato sulla campagna elettorale che diventa sempre più accesa mano a mano che si avvicinano le elezioni del prossimo maggio.
Nella puntata si è lasciato ampio spazio di parola a Tsipras, candidato al ruolo di Commissario europeo, affinché potesse spiegare quali sono i temi centrali del suo programma politico.
Queste elezioni racchiudono una grande potenzialità, in quanto possono segnare una svolta per l’ Europa, un cambio della sua direzione di marcia fatto attraverso le scelte dei cittadini alle urne. Un segnale di rottura da tutte quelle politiche che sono state attuate sino ad ora ed hanno portato alla disunione dell’ intera Europa a causa dell’ austerità, della politica dei conti di bilancio perfetti, insomma della politica che non guarda ai concreti bisogni del cittadino.
Se l’ Europa vuole tornare ad essere l’ unione dei popoli, bisogna lottare contro coloro che hanno o vogliono portare  allo sfaldamento dell’ Europea. Questa lotta deve essere condotta quindi da un lato contro i movimenti populisti, dall’ altro contro coloro che propongono per l’ ennesima volta politiche d’ austerità.
L’ intento di queste righe è anche quello di soffermarmi sullo spazio mediatico che questa lista ha a livello nazionale, infatti non è errato affermare che i mass media ne danno ben poche notizie.
Spiegare il perché di tanto poco interesse da parte del mondo dell’ informazione su questa lista può essere non semplice, sicuramente non si può negare che probabilmente la sua macchina della comunicazione non è stata fino ad ora in grado di funzionare pienamente, i suoi mezzi economici sono meno poderosi rispetto a quelli che possono utilizzare altre liste, ma sale anche il sospetto che ancora una volta i mass media nostrani assoggettati al volere dei potenti preferiscano seguire le volontà di questi.

Forse si teme in questo paese proprio il cambiamento. Il timore dei governanti e dei mass media, pur esprimendo loro stessi la necessitò di cambiamento, si esprime con la disinformazione. Il dissenso sembra che venga represso attraverso metodi autoritari e lo spazio di critica non debba esistere.

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